La nostra visione
La nostra visione di impatto (quindi la prospettiva di cambiamento che desideriamo attivare nella società grazie al nostro lavoro) si radica nell’urgenza di rinnovare il ruolo che l’arte e la cultura hanno nelle nostre società, figurandosi un mondo nel quale l’arte è riconosciuta come pratica necessaria per generare processi di trasformazione delle comunità e dei territori in ottica di attivismo civico. Per rispondere a questa prospettiva e cercare di avvicinarsi il più possibile a questo orizzonte di cambiamento, Amigdala si è data due obiettivi generali di impatto complementari: uno rivolto verso l’esterno (il mondo, i contesti, le comunità e i territori con cui lavoriamo) e uno rivolto verso l’interno (Amigdala come organizzazione e infrastruttura culturale).
Obiettivo di impatto esterno > Creare spazi di condivisione attraverso processi artistici e culturali che stimolano nuovi immaginari, amplificano le pratiche di cura collettiva dei territori e ne favoriscono la più ampia accessibilità.
Obiettivo di impatto interno > Costruire un’organizzazione culturale ecologica, decentralizzata, accessibile, sicura per tutte e tutti, basata sulle relazioni, in grado di sostenere il lavoro artistico e in dialogo con il mondo.
Questa doppia direzione (esterno/interno) orienta anche le quattro dimensioni di impatto, che in parte riflettono questa logica e permettono di descrivere in modo più preciso come il cambiamento avviene e dove si manifesta.
Le dimensioni di impatto del nostro agire
A partire da questi obiettivi, abbiamo identificato quattro dimensioni di impatto, ovvero ambiti in cui devono accadere trasformazioni per poter raggiungere il cambiamento desiderato.
Le quattro dimensioni sono tra loro interconnesse e concorrono tutte al raggiungimento dei due obiettivi di impatto; tuttavia, in modo prevalente, le prime due dimensioni si collocano in relazione all’obiettivo di impatto esterno, mentre le successive due si riferiscono maggiormente all’obiettivo di impatto interno.
Attraverso le quattro dimensioni è stato possibile maneggiare la complessità e affrontare il percorso di valutazione con strumenti solidi e precisi.
Generazione di collettività
Amigdala stimola la nascita di comunità temporanee intergenerazionali, interculturali e intersezionali attraverso progetti artistici e culturali che chiedono agli abitanti della città di attivarsi attorno a dimensioni di senso collettive e pratiche di coralità, sperimentando linguaggi artistici e forme relazionali che possono agire sia sul piano empatico che su quello agonistico. Generare corpi collettivi anche temporanei che consentano di sperimentare pratiche di convivenza possibili, forme di condivisione, un fare assieme che è in grado di "far percepire le cose da più prospettive contemporanemanete" (Nora Bateson).
Abitare consapevole
Attraverso azioni artistiche partecipate nello spazio pubblico della città e nei suoi luoghi della vita quotidiana, si lavora per produrre cartografie critiche alternative della città, mettere in discussione le dinamiche di produzione sociale dello spazio e allo stesso tempo attivare nuovi immaginari possibili e nuove alleanze e reti di cura, favorendo il dialogo tra abitanti, pubblica amministrazione, terzo settore. A partire dalla consapevolezza che lo spazio pubblico della città non è neutro, Amigdala opera per portare alla luce quelle narrazioni invisibilizzate che richiedono di rileggere e reinterpretare il patrimonio pubblico - materiale e immateriale - della città.
Qualificazione del lavoro artistico
Il lavoro artistico necessita oggi di essere riconosciuto come strumento potenziale di cambiamento sociale, urbano e culturale a tutto tondo, risorsa eccezionale capace di generare diritti e benessere individuale, collettivo, psicologico ed economico, sia all’esterno che all’interno delle organizzazioni. Amigdala intende operare per rafforzare la qualità e la professionalità del lavoro artistico che si interseca con il welfare e il sociale, promuovendo l’occupazione stabile, la qualificazione del personale, modelli organizzativi decentralizzati e non gerarchici, uno spazio di lavoro equo e generativo, il rinnovamento generazionale e dimostrando la necessità della presenza artistica nello sviluppo delle politiche urbane e sociali della nostra città. Questa macro-area di intervento include anche la sistematizzazione delle metodologie e dei risultati raggiunti, in ottica di replicabilità, circolazione dei saperi e miglioramento continuo.
Moltiplicazione dei saperi nell'ecosistema artistico
Le pratiche di Amigdala intendono l’arte come poetica del reale: una pratica viva, porosa e situata, capace di incontrare il mondo e di prendere parola nei suoi conflitti, nelle sue fratture e nelle sue ingiustizie, nella convinzione che l’arte possa e debba agire come forma di attivismo civico e culturale. In questo senso, le pratiche di Amigdala vogliono rendere accessibile, permeabile e aperto l’ambito artistico e culturale a persone diverse per età, saperi e biografie, consapevoli della necessità di di apprendere dagli ambiti più diversi e di costruire un fare artistico capace di attraversare il reale e di agire come pratica di trasformazione. Costruire alleanze trasversali con mondi anche molto lontani dal settore artistico-culturale, in ottica cross-disciplinare e scalare, intrecciando arte, educazione, morfologia urbana, storia orale, civic design, antropologia e molte altre discipline.
ph Marika Puicher, performance KIN di Collettivo Amigdala, Modena 2022
Per approfondire e leggere la ToC e valutazione di impatto del festival Periferico, edizione 2022, è possibile consultare il report a questo link.
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